I tori di Lamborghini

Dal 27 novembre 2026 al 3 gennaio 2027

Quest’inverno la Great Hall del Louwman Museum si trasforma in un’arena per gli indomabili tori di Automobili Lamborghini. Al centro di questa irripetibile retrospettiva, una collezione di modelli che hanno segnato un’epoca racconta oltre sei decenni di design italiano senza compromessi, innovazione e puro spirito combattivo.


Le origini del marchio si leggono come una leggenda: spinto da un diverbio con Enzo Ferrari, nel 1963 il costruttore di trattori Ferruccio Lamborghini decise di sviluppare in proprio la gran turismo definitiva. Da allora, il marchio del toro all’attacco ha sempre scelto lo scontro frontale. Ne è seguita una storia movimentata, in cui Lamborghini ha ripetutamente infranto le convenzioni del mondo automobilistico e ridefinito i limiti delle supercar.


In stretta collaborazione con Automobili Lamborghini e Lamborghini Nederland, il museo ripercorre questa straordinaria evoluzione attraverso quindici modelli chiave. Il viaggio inizia dal primo modello, l’elegante 350 GT, e prosegue con icone rivoluzionarie come la sinuosa Miura, la futuristica Countach e l’imponente LM002. Ampio spazio è dedicato anche ai modelli dal carattere più estremo e dal DNA da pista, tra cui le leggendarie versioni SV della Murciélago e dell’Aventador, e a capolavori tecnologici contemporanei come l’Essenza SCV12 e la Revuelto.

350 GT

Ecco a cosa portò un conto salato per un cambio. Il costruttore di trattori Ferruccio Lamborghini era così esasperato dal costo elevato di un nuovo cambio che, dopo essere stato insultato da Enzo Ferrari, decise di costruire una propria auto sportiva. Nel giro di due anni vide la luce la prima coupé sportiva. Con la 350 GT furono gettate le basi del marchio che conosciamo oggi. Lo stimato ingegnere Bizzarrini sviluppò il motore V12 e la rinomata Carrozzeria Touring disegnò la carrozzeria. La fabbrica sorse a due passi dalla Ferrari, a Sant’Agata Bolognese.

  • Nome: la cilindrata (3,5 litri), seguita dall'abbreviazione di Gran Turismo
  • Albero genealogico: famiglia V12 GT
  • Successore: 400 GT
  • Periodo di produzione: 1964-1966
  • Volume di produzione: 120 pezzi

Con la 350 GT Ferruccio Lamborghini debuttò come costruttore automobilistico, ma già un anno prima del lancio aveva presentato uno studio di design, la 350 GTV. Il prototipo fece la sua comparsa al Salone dell’automobile di Torino del 1963. Sebbene il pubblico pensasse che la coupé sportiva fosse pronta per la produzione, il motore non c’era ancora: era ancora in fase di sviluppo. Per questo, durante il salone il cofano della 350 GTV rimase rigorosamente chiuso. Anche e soprattutto perché nel vano anteriore erano state sistemate delle pietre che, in assenza del pesante motore V12, dovevano tenere basso il muso.

  • Velocità massima: 254 km/h
  • Accelerazione: 6,8 sec.
  • Motore: 3.5 V12, 280 CV
  • Peso a vuoto: 1050KG

Miura

Con la Miura, Lamborghini scosse dalle fondamenta il mondo delle auto sportive. Il marchio esisteva da appena due anni e costruiva soltanto GT. La Miura fu la prima vera sportiva della casa, e che sportiva! Le sue linee erano sensazionali. Il profilo sinuoso della carrozzeria, i gruppi ottici dallo stile inconfondibile, il grande cofano motore e il V12 montato trasversalmente tra i due assi erano rivoluzionari. Un anno prima della presentazione del modello, Lamborghini aveva già esposto un telaio marciante al Salone dell'Automobile di Torino del 1965. Sulla base delle specifiche annunciate, gli appassionati iniziarono a effettuare ordini, pur senza averne ancora visto il design. Anzi, la carrozzeria non esisteva nemmeno. Il progetto fu completato soltanto pochi giorni prima dell'apertura del Salone dell'Automobile di Ginevra del 1966. In quel momento nessuno sapeva se il motore avrebbe effettivamente trovato posto sotto la carrozzeria. Il prototipo debuttò senza motore.

  • Naam: Vernoemd naar fokker van agressieve stieren Don Eduardo Miura
  • Albero genealogico: famiglia V12
  • Periodo di produzione: 1966-1973
  • Volume di produzione: 764, di cui 275 P400

Het was niet Ferruccio Lamborghini die opdracht gaf tot de ontwikkeling van de Miura. Techneuten Giampaolo Dallara, Paolo Stanzani en Bob Wallace startte het project, en wel in hun vrije tijd. Het prototypemodel werd P400 genoemd. Doel was om een straatauto met racegenen te ontwikkelen. Als het buiten donker was, brandde binnen het licht. Zo ontstond de Miura zonder dat de heren wisten of het project ooit het productiestadium zou bereiken. Toen het drietal Ferruccio Lamborghini erbij betrokken gaf hij direct groen licht voor de supercar. De heren kregen de vrije hand. Het resulteerde in een sportcoupé die de wereld opnieuw deed verbazen.

  • Velocità massima: 263 km/h
  • Accelerazione: 6,7 sec.
  • Motore: 3.9 V12, 350 CV
  • Peso a vuoto: 1292 KG

Espada

Una linea bassa con un tetto altrettanto basso, una lunghezza imponente e un design che unisce eleganza e sportività. Sono questi elementi, abbinati a quattro posti veri e a un bagagliaio di tutto rispetto, a definire il carattere unico della Espada. Una vera e propria berlina sportiva lunga 4,74 metri da paraurti a paraurti, dotata di un potente motore V12 capace di far provare ai quattro occupanti l'ebbrezza di superare i 240 km/h. Lamborghini produsse il modello in tre cosiddette Serie, che si distinguono tra loro per modifiche di dettaglio.

  • Nome: prende il nome dalla spada del torero
  • Genealogia: famiglia GT V12
  • Predecessore: 400 GT 2+2
  • Ciclo di produzione: 1968-1978
  • Volume di produzione: 1217 pezzi

Con la Countach, Lamborghini introdusse le portiere ad apertura verso l’alto, ma il designer Gandini, all’epoca in forza alla Bertone, aveva già sperimentato questa soluzione anni prima per l’Espada. La coupé sportiva a quattro posti avrebbe dovuto avere una portiera con due punti di incernieramento al centro del tetto. Ferruccio Lamborghini, che in passato aveva posseduto una Mercedes 300 SL, non riteneva questa soluzione adatta all’Espada.

  • Velocità massima: 245 km/h
  • Acceleratie: 6,5 sec.
  • Motore: 3.9 V12, 325 CV
  • Peso a vuoto: 1480 KG

Countach

Countach! Fu questa la reazione di uno dei presenti quando venne svelato per la prima volta lo studio di design per una nuova Lamborghini. Nella zona in cui si trova lo studio di design Bertone, la parola equivale a «wow». La coupé sportiva, nome in codice L112, fa parlare di sé ancora oggi. La linea audace della carrozzeria di questa sportiva compatta ma larga si distingue per le forme spigolose e i tratti rettilinei. Nonostante la larghezza della vettura, i due sedili sono molto vicini tra loro. Per agevolare l’ingresso e l’uscita nei parcheggi in parallelo, il progettista ideò le portiere con apertura verso l’alto, una soluzione poi ripresa su tutte le sportive con motore V12. Lo sviluppo iniziò nel 1970 e il lancio sul mercato seguì nel 1974. Dopo una serie di modifiche al motore e all’estetica, introdotte nelle varie versioni, l’ultimo esemplare lasciò la fabbrica nel 1990.

  • Nome: WAUW, in un dialetto italiano 
  • Periodo di produzione: 1974-1990
  • Predecessore: Miurà
  • Volume di produzione: 2049 esemplari, di cui 157 Periscopio

I primissimi esemplari della Countach ricevettero un soprannome: Periscopio. Il nome indica proprio un periscopio. Nei primi anni di produzione, nel tetto era ricavato un tunnel che fungeva da apertura per la visuale posteriore. Guardando nello specchietto retrovisore interno, si poteva vedere dietro l’auto al di sopra del tetto. Lamborghini adottò questa soluzione soltanto sui primi esemplari della LP400. In seguito, la Countach ebbe un tetto piatto e lo specchietto interno permetteva di guardare all’indietro attraverso il lunotto. La visibilità era pessima, anche a causa delle dimensioni ridotte del lunotto, per non parlare dell’alettone posteriore opzionale. Per fare retromarcia, molti guidatori si siedono sulla soglia della portiera e guardano direttamente oltre la parte posteriore dell’auto.

  • Velocità massima: 290 km/h
  • Accelerazione: 5,4 sec.
  • Motore: 3.9 V12, 375 CV
  • Peso a vuoto: 1200 KG

Silhouette

Nel 1974, i nuovi proprietari svizzeri della Lamborghini vedevano più potenziale nelle sportive a due posti che nei modelli 2+2: nacque così la Silhouette, derivata dalla Urraco a quattro posti. Non fu un grande successo. Con soli 52 esemplari prodotti, il modello è più raro di molte delle attuali Lamborghini realizzate in serie limitatissime. La Silhouette fu disegnata dalla carrozzeria Bertone. Il pannello del tetto asportabile sopra i due sedili rappresentava una novità assoluta per una Lamborghini di serie. Una volta rimosso, si riponeva dietro i sedili. Il modello con motore V8 rimase in produzione per soli tre anni. Fu sostituito dalla Jalpa, che ne riprendeva pressoché invariato il disegno della carrozzeria.

  • Nome: Il design ricordava le aggressive auto da corsa Silhouette del Gruppo 5
  • Albero genealogico: famiglia V8
  • Sostituto: Jalpa
  • Ciclo di produzione: 1976-1979
  • Volume di produzione: 52 pezzi

Il motore V8 è musica per le orecchie, soprattutto quando il pannello del tetto è rimosso. Ma per chi la pensava diversamente, Lamborghini montava di serie un'autoradio Alpine CM-620 con lettore di cassette. Gli altoparlanti erano integrati nella parte superiore dei sedili sportivi.

  • Velocità massima: 260 km/h
  • Accelerazione: 6,5 sec.
  • Motore: 3.0 V8, 280 CV
  • Peso a vuoto: 1240 KG

LM002

La LM002 sembra scolpita nel granito: spigolosa, robusta e soprattutto rude. È una Lamborghini a tutti gli effetti, ma non fu concepita come la sportiva dei fuoristrada più estremi. Era destinata all'impiego militare, da cui la sigla LM, che sta per Lamborghini Militaria. Costruita attorno a un telaio tubolare, con pannelli della carrozzeria e vetri dalle forme dritte e piatte, montava il motore V12 da 5,2 litri della Countach, abbinato a un sistema di trazione integrale inseribile con tre differenziali e marce ridotte. Questo duro e puro del fuoristrada a quattro posti, dotato di un ampio cassone aperto, non fu mai impiegato come veicolo militare. Tutti gli esemplari furono venduti a privati.

  • Nome: Lamborghini Militaria progetto 2 
  • Ciclo di produzione: 1986-1992
  • Volume di produzione: 300 pezzi

Un gigante del fuoristrada con cui sfrecciare senza difficoltà nel deserto a 140 km/h. Questa era la richiesta della dirigenza Lamborghini al reparto sviluppo. Quando l’auto fu pronta, i vertici della casa di auto sportive portarono la velocità massima richiesta a 160 km/h. A renderlo possibile furono speciali pneumatici Pirelli larghi 34,5 cm, dotati di un fianco rinforzato e di un bordo per espellere la sabbia: anche per questo, ogni pneumatico pesava ben 35,5 kg. Su strada, la LM002 raggiungeva addirittura i 210 km/h. Con un serbatoio da 290 litri, non c’era da temere che il motore V12 consumasse troppo a una velocità simile. C’era invece da temere il conto del rifornimento successivo.

  • Velocità massima: 210 km/h
  • Accelerazione: 7,8 sec.
  • Motore: 5.2 V12, 450 CV
  • Peso a vuoto: 2700 KG

Diablo SE30

In occasione del trentesimo anniversario di Automobili Lamborghini, che nel frattempo aveva già cambiato proprietà due volte, la casa di auto sportive lanciò la Special Edition 30th Anniversary, abbreviata in SE30. Come base fu scelta la Diablo, ancora di recente introduzione, che per l’occasione ricevette alcune modifiche. Un frontale specifico, griglie laterali diverse e uno spoiler posteriore ridisegnato caratterizzavano il modello celebrativo, mentre sotto la carrozzeria arrivavano oltre 30 CV in più, uno speciale scarico sportivo e sospensioni modificate. I finestrini laterali in vetro lasciarono il posto a elementi fissi in plexiglas e, per ridurre il peso, furono eliminati equipaggiamenti pesanti come climatizzatore, impianto stereo e servosterzo. Caratteristico della SE30 è il colore viola metallizzato della carrozzeria, che tuttavia era un optional. Lamborghini ne costruì soltanto 150 esemplari.

  • Nome: Prende il nome da un toro da combattimento del duca di Veragua del 1869.
  • Albero genealogico: famiglia V12
  • Predecessore: Countach
  • Ciclo di produzione: 1990-2001
  • Volume di produzione: Diablo: 2.904, di cui 150 SE30 e 15 Jota

All’interno della serie limitata della SE30 esiste un’ulteriore versione limitata: la SE30 Jota qui esposta. Questa denominazione richiama l’omonima versione della Miura, concepita a suo tempo come vettura da corsa secondo l’Appendice J del regolamento FIA. In spagnolo, la lettera J si pronuncia «jota». All’epoca quel progetto non arrivò mai a gareggiare, ma dalla Diablo nacque comunque un vero mostro da pista. Con la Jota, un nome ripreso anche nella denominazione Aventador SVJ, la casa offriva a una selezione di acquirenti della SE30 un pacchetto ad alto tasso di divertimento: 70 CV in più, elementi della carrozzeria dall’aspetto più aggressivo e componenti ottimizzati sul piano aerodinamico. Solo 15 appassionati acquistarono il pacchetto direttamente dalla fabbrica, mentre circa altri 13 lo ordinarono in seguito.

  • Velocità massima: 335 km/h
  • Accelerazione: 3,9 sec.
  • Motore: 5.7 V12, 595 CV
  • Peso a vuoto: 1450 KG

Diablo 6.0

Circa otto anni dopo l’avvio della produzione, la Diablo fu sottoposta a un profondo restyling, nel senso letterale del termine. I classici fari a scomparsa lasciarono il posto a gruppi ottici fissi, che il nuovo proprietario Audi acquistò nientemeno che da Nissan (300ZX). Anche i paraurti e i gruppi ottici posteriori furono ridisegnati. Più importanti furono però gli interventi sotto la carrozzeria, che migliorarono notevolmente la sportiva sul piano tecnico e qualitativo. Un progresso che si rifletteva anche negli interni rinnovati. Lamborghini portò la cilindrata del motore da 5,7 a 6,0 litri, ricavando 550 CV dal V12. Come edizione di commiato arrivò la versione «SE», dotata di freni maggiorati, cambio a rapporti ravvicinati e finiture interne in fibra di carbonio, disponibile nei colori «Oro Elios», qui raffigurato, e «Marrone Eklipsis».

  • Nome: un toro da combattimento del 1869. In spagnolo, il nome significa diavolo.
  • Albero genealogico: famiglia V12
  • Predecessore: Countach
  • Ciclo di produzione: 1990-2001
  • Volume di produzione: Diablo: 2.904, di cui 42 SE

Quando, nel 1998, Lamborghini invitò i vertici del gruppo Volkswagen a discutere dell’impiego di motori Audi nei suoi futuri modelli, i tedeschi avevano ben altro in mente. «Siamo qui per comprare Lamborghini», fu la risposta del numero uno del gruppo. E così fu. Si stava già lavorando all’erede della Diablo, ma il progetto L147 Canto venne bocciato dalla nuova proprietà. Il reparto design dovette ricominciare da capo. Poiché questo comportava un ritardo di tre anni, la Diablo fu sottoposta a un profondo restyling, che diede vita alle versioni 6.0 e a nuove varianti.

  • Velocità massima: 330 km/h
  • Accelerazione: 3,9 sec.
  • Motore: 6.0 V12, 550 CV
  • Peso a vuoto: 1625 KG

Pipistrello

La prima Lamborghini completamente nuova sviluppata sotto la supervisione dell’attuale proprietaria Audi. L’erede della Diablo conservava le portiere ad apertura verso l’alto e il motore V12, ma adottava un design meno aggressivo. Il belga Luc Donckerwolke disegnò la coupé sportiva e la successiva variante Roadster con prese d’aria a scomparsa, che si sollevavano quando era necessario un maggiore afflusso d’aria per il raffreddamento. Una soluzione che conferiva alla vettura l’aspetto di un pipistrello. La versione di punta arrivò alla fine del ciclo di vita del modello, nel 2009. Contraddistinta dalla sigla SV, che sta per Super Veloce, questa versione offriva più potenza, un peso ridotto di 100 kg e la sola trazione posteriore. Lamborghini prevedeva di costruire soltanto 350 esemplari della SV. Alla fine ne furono prodotti circa 268.

  • Naam: Een vechtstier uit 1879. In Spaans betekent de naam vleermuis
  • Stamboom: V12-familie
  • Predecessore: Diablo
  • Ciclo di produzione: 2001-2010
  • Volume di produzione: 4.099, di cui 268 SV

Dopo l'aggiornamento per la Diablo 6.0 ristilizzata, Lamborghini montò il motore V12 sulla Murciélago. La nuova supercar condivideva il propulsore non solo con il modello precedente, ma anche con la 350 GT. Il progetto di base del dodici cilindri era ancora quello di Bizzarrini. Nel corso degli anni, il motore era stato costantemente aggiornato, passando dai carburatori all'iniezione e da due a quattro valvole per cilindro. Nell'arco di quasi quattro decenni, la cilindrata era cresciuta da 3,5 a 6,2 litri. La potenza era più che raddoppiata, passando da 280 CV a 580 CV al debutto della Murciélago. Nel 2011 Lamborghini costruì l'ultimo V12 Bizzarrini, la cui cilindrata era ormai stata portata a 6,5 litri e la potenza a 670 CV (SV).

  • Velocità massima: 342 km/h
  • Accelerazione: 3,2 sec.
  • Motore: 6.5 V12, 670 CV
  • Peso a vuoto: 1565 KG

Aventador

Da record: anche così si può definire l’Aventador. Questa supercar ha saputo ridefinire gli orizzonti di Lamborghini. Non solo perché è stata la prima sportiva dalla fondazione del marchio, nel 1963, a montare un motore V12 completamente nuovo, con la cilindrata più grande (6,5 litri) e la potenza più elevata (700 CV) mai raggiunte. E nemmeno soltanto perché è stata il primo «toro da combattimento» a presentarsi con una monoscocca interamente in fibra di carbonio. L’Aventador LP 700-4, arrivata sul mercato nell’estate del 2011, fu un autentico successo commerciale e portò la fabbrica a raggiungere volumi di produzione di modelli V12 mai registrati prima. Già poco dopo il lancio, il modello di punta superò le vendite della Diablo e, in seguito, quelle della Murciélago. Alla fine, tra coupé e Roadster, furono costruiti più esemplari dell’Aventador che di tutti i modelli che l’avevano preceduta messi insieme.

  • Nome: Toro da combattimento che nel 1993 ha vinto il Trofeo de la Peña La Madroñera won
  • Stamboom: V12-familie
  • Predecessore: Murciélago
  • Ciclo di produzione: 2011-2022
  • Volume di produzione: 11.465

Uno spoiler esageratamente grande sull’Aventador SVJ qui raffigurata? No, è del tutto funzionale. L’ala posteriore fa parte del sistema Aerodinamica Lamborghini Attiva, abbreviato in ALA. Sia lo splitter anteriore sia il cofano motore sono dotati di flap attivi che si aprono e si chiudono tramite piccoli motori elettrici. Sui rettilinei i flap si aprono, permettendo all’aria di fluire attraverso condotti interni. La resistenza aerodinamica (drag) diminuisce, a vantaggio della velocità massima e dell’accelerazione. In curva i flap si chiudono, generando più carico aerodinamico e quindi una maggiore aderenza. Il sistema può anche regolare in modo indipendente il flusso d’aria sui lati destro e sinistro dell’ala posteriore, migliorando così l’inserimento e l’aderenza in curva.

  • Velocità massima: oltre 350 km/h
  • Accelerazione: 2,9 sec.
  • Motore: 6.5 V12, 700 CV
  • Peso a vuoto: 1275 KG

Essenza SCV12

La coupé sportiva non è omologata per la circolazione su strada e non dispone nemmeno dell'omologazione per le competizioni. Lamborghini ha sviluppato una coupé sportiva senza compromessi, utilizzabile esclusivamente su aree private o durante giornate in pista non ufficiali (FIA). La Essenza SCV12, votata alla purezza di guida, è stata progettata partendo da un foglio bianco. La carrozzeria in fibra di carbonio, dotata di un'ala posteriore regolabile (1.200 kg di carico aerodinamico a 250 km/h), racchiude una monoscocca dello stesso materiale e un motore V12 dal carattere analogico, abbinato a un cambio sequenziale a sei marce. Tutto ruota attorno a un'esperienza di guida estrema su un circuito chiuso, senza competere con altri.

  • Nome: Squadra Corse (SC), motore (V12), senza compromessi (Essenza)
  • Ciclo di produzione: 2020
  • Volume di produzione: 22

Con la Essenza SCV12, l'acquirente riceveva un pacchetto completo. A cominciare dagli inviti di Lamborghini a partecipare, insieme ad altri proprietari, a giornate in pista su circuiti «di prestigio». Il tutto con l'assistenza di un team di tecnici della casa, pronti ad aiutare il proprietario con pneumatici, trasporto e altre questioni tecniche. Al momento dell'acquisto dell'esotica coupé si potevano ordinare anche ricambi, come una seconda carrozzeria (110.000 €) e un parabrezza. Per il pilota, poi, c'erano una borraccia, un casco in stile F1 dal peso di 600 grammi e un asciugacasco. Tutti accessori pensati per rendere più piacevole la folle esperienza al volante della Essenza SCV12, perché su questa macchina da corsa i cordoli richiedono tutta la tua attenzione.

  • Velocità massima: 320+ km/h
  • Accelerazione: 2,5 sec.
  • Motore: 6.5 V12, 830 CV
  • Peso a vuoto: 1380 KG

Revuelto

Con la Revuelto, Lamborghini ha lanciato la sua prima sportiva con una potenza superiore ai 1000 CV. Dal nuovissimo motore V12 aspirato da 6,5 litri, la casa ricava 825 CV, ma grazie al supporto di tre motori elettrici la potenza complessiva raggiunge i 1015 CV. La tecnologia ibrida plug-in non è pensata per la guida in modalità esclusivamente elettrica: l’energia viene utilizzata per offrire prestazioni superiori. La batteria si trova tra i sedili anteriori.

  • Nome: toro da combattimento spagnolo che si esibì nell’arena di Barcellona intorno al 1880
  • Albero genealogico: famiglia V12
  • Predecessore: AVENTADOR
  • Ciclo di produzione: 2023-
  • Volume di produzione: ancora in produzione

La Revuelto è opera di Mitja Borkert, responsabile del design di Lamborghini. Per disegnarla, il designer tedesco non si è ispirato soltanto alle storiche Countach, Diablo e Aventador, ma anche alla sua grande passione. Mitja ha un debole per le motociclette, e il design lo dimostra. Il motore, per esempio, è completamente a vista, proprio come sulle due ruote. Anche i terminali di scarico richiamano lo stesso mondo, essendo posizionati in alto e al centro della coda. E se guardando una moto da corsa da dietro si vede subito lo pneumatico… esatto, sulla Revuelto a saltare all’occhio sono i suoi larghi gommoni.

  • Velocità massima: 350+ km/h
  • Accelerazione: 2,5 sec.
  • Motore: 6.5 V12, 1015 CV
  • Peso a vuoto: 1772 KG

Temerario

Il contagiri digitale arriva addirittura a 12.000 giri/min. Dodicimila! Il V8 4.0 raggiunge però un regime massimo di 10.000 giri/min, un valore estremo per un motore turbo, anche perché la potenza massima di 800 CV viene erogata soltanto tra i 9.000 e i 9.750 giri/min. Il V8 4.0 è affiancato da tre motori elettrici, che portano la potenza complessiva del sistema a 920 CV. Con questo gruppo propulsore Lamborghini ha detto addio al V10 puramente termico delle precedenti Gallardo e Huracan. È stata mantenuta la carrozzeria compatta con gruppo propulsore in posizione centrale. La Temerario viene attualmente prodotta soltanto in versione coupé; una variante Spyder arriverà nel 2027.

  • Nome: in italiano significa ‘temerario’, dal nome di un toro di Madrid (1875) 
  • Albero genealogico: famiglia V8/V10
  • Predecessore: HURACÁN
  • Ciclo di produzione: 2024-
  • Volume di produzione: ancora in produzione

Mitja Borkert voleva che la Temerario fosse immediatamente riconoscibile come una Lamborghini anche da lontano, «persino da un elicottero», ha dichiarato. Ma anche da vicino, grazie ai dettagli. Il linguaggio stilistico esagonale resta un tratto distintivo, come si nota nelle luci diurne, nei fanali posteriori, nelle griglie di ventilazione e nei terminali di scarico. Lamborghini utilizzò per la prima volta la forma esagonale nel 1967 sulla concept car Marzal, disegnata da Marcello Gandini quando lavorava per Bertone. Questa forma fu poi ripresa nel design della Countach.

  • Velocità massima: 343 km/h
  • Accelerazione: 2,7 sec.
  • Motor: 4.0 V8, 920 PK
  • Peso a vuoto: 1690 KG